Tailandia

Scheda rischio investimenti

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Indice di rischio paese: A- (9,5)

 

 

Dati principali

  • Popolazione totale (stima, luglio 2014): 67,741,401
  • PNL pro-capite PPP in dollari USA (stima, 2013): 13.364
  • Indice di Sviluppo Umano (stima, 2013): 0,722
  • Rapporto debito PIL % (stima, 2013): 45,87
  • Principali trattati e convenzioni internazionali multilaterali in materia di riconoscimento di sentenze arbitrali o giudiziali internazionali:MIGA; CREFAA
  • Principali gruppi di opposizione armata nel paese: Barisan Revolusi Nasional (BRN); Patani United Liberation Organization (PULO);  Barisan National Pembebasan Patani (BNPP); Jemaah Islamiyah

 

 

 

 

 

 

 

Fino al 22 maggio 2014, la Tailandia è stata governata da una coalizione guidata dal primo ministro Yingluck Shinawatra (figlia dell’ex primo ministro Thaksin) e dal suo partito, il Pheu Thai, saliti al potere nel 2011 a seguito di elezioni considerate dagli osservatori internazionali in generale libere e corrette, sebbene  caratterizzate da casi di acquisto di voti, piccole irregolarità e  intimidazioni a livello locale da parte di militari e funzionari pubblici. Nel corso del 2013, gravi critiche sono state mosse contro il governo per la gestione del programma che garantiva agli agricoltori un prezzo minimo sulla vendita del riso. Il crollo dei prezzi del riso ha provocato ingenti perdite allo Stato, e il Pheu Thai è stato accusato di avere intrapreso un'ennesima politica populista al fine di assicurarsi voti e allo stesso tempo di far arricchire intermediari legati alla famiglia Shinawatra. La situazione è stata aggravata dal fatto che, nei mesi successivi, il governo non è riuscito a trovare i fondi per pagare agli agricoltori quanto promesso. La crisi del riso ha fatto da detonatore alla tensione politica già esistente nel paese, che si è acutizzata fino a portare i principali movimenti di protesta e, in particolare, il People’s Democratic Reform Committee (PDRC) - guidato dall’ex-generale del Partito Democratico  Suthep Thaugsbhan - a chiedere le dimissioni del governo Shinawatra e l’istituzione  di un consiglio a nomina reale, per riformare il sistema elettorale, minacciando in caso contrario di bloccare le elezioni generali, fissate per il 2 febbraio 2014. Le richieste dell’opposizione non sono state, però, soddisfatte e, il 2 febbraio 2014, in un crescendo di proteste di massa e violenze, si sono comunque tenute le elezioni generali, boicottate dal Partito Democratico. Le elezioni sono però state invalidate il mese successivo dalla corte costituzionale per non essersi svolte in tutte le circoscrizioni nel medesimo giorno. In un quadro generale di scontri politici sempre più violenti, proteste di massa e crescenti attacchi di gruppi armati separatisti nel sud del paese, Il 20 maggio 2014, il comandante supremo dell’esercito, generale Prayuth Chan Ocha, ha annunciato l’introduzione della legge marziale e il 22 maggio ha attuato un colpo di stato militare, sospeso la costituzione e licenziato il governo, arrestando centinaia di politici, attivisti per la democrazia e giornalisti.  Il 23 maggio è stata messa agli arresti e interrogata anche Yingluck Shinawatra, già rimossa dalla carica di primo ministro dalla corte costituzionale sin dal 7 maggio 2014.  Il 26 maggio, il re ha formalmente riconosciuto il generale Prayuth capo del  National Council for Peace and Order (NCPO), ammonendo che sarebbe stata usata la forza in caso di ulteriori proteste e dando mandato ai tribunali militari di giudicare i casi di lesa maestà e quelli relativi alla sicurezza nazionale. Intanto, centinaia di oppositori al colpo di stato hanno continuato a riunirsi quotidianamente a Bangkok, per sfidare le leggi marziali, senza però causare serie violenze.  Il 30 maggio il generale Prayuth ha dichiarato la necessità di attuare un periodo di quindici mesi di riforme e riconciliazione prima di indire nuove elezioni generali.

 

 

Composizione dell'indice di rischio paese

 

1. Divario tra sviluppo sociale e sviluppo economico: punti  1,25/4

 

2. Violazioni dei diritti umani: punti 2,75/4

 

3. Conflitti armati, presenza o attività di gruppi armati e rischio terroristico: punti 3/5

 

4. Sfiducia nelle istituzioni e percezione della corruzione: punti 0,50/4

 

5. Rischio finanziario paese: punti 2/5

 

6. Difficoltà di fare business nel paese: punti 0/3,25

 

7. Rischio di esproprio ed efficacia degli strumenti di protezione degli investimenti: punti 0/8