Rischio espropri e protezione degli investimenti

Malgrado le tensioni politiche interne, la Tailandia continua a mantenere una politica aperta verso gli investimenti esteri e il mercato. Le proprietà private possono essere espropriate per finalità pubbliche, in conformità con la legge, che stabilisce le procedure e le compensazioni. Nella pratica, questo processo è raramente utilizzato ed è, di solito, confinato a proprietà immobiliari di cittadini tailandesi, e per progetti di pubblica utilità.


Negli ultimi dieci anni, non risulta che il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi o attuato misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né che vi siano programmi attualmente in atto da parte del governo che prevedano l'esproprio di patrimoni produttivi stranieri


La Tailandia possiede un codice civile e un codice commerciale. Gli indennizzi monetari sono calcolati dai tribunali al tasso di cambio di mercato. Le controversie sull’applicazione dei diritti di proprietà o scaturenti dai contratti, in generale, vengono risolte all’interno del sistema giudiziario tailandese.


La Tailandia ha un sistema giudiziario indipendente, generalmente efficace nel fare rispettare i diritti contrattuali o di proprietà. Il procedimento giudiziario, tuttavia, è lento e le parti in causa a volte preferiscono risolvere le controversie per vie extra legali.  I giudizi dei tribunali esteri non sono riconosciuti o applicabili nel sistema giudiziario tailandese. Tuttavia, le imprese possono stipulare accordi di arbitrato, sia nazionale sia internazionale.


La Tailandia è membro della Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) e ha emanato proprie regole per la conciliazione e l’arbitrato con un’apposita legge sull’arbitrato del 2002, conforme con i principi della United Nations Commission on International Trade Law (UNCITRAL). Un ufficio ad hoc del ministero della giustizia amministra queste procedure. La Tailandia è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA), ma non dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID).


In Tailandia, tutte le transazioni in valuta estera devono essere condotte tramite banche commerciali o soggetti non bancari autorizzati: cambia valuta, agenti che effettuano trasferimenti di denaro e imprese a cui vengono concesse licenze per effettuare operazioni di trasferimento di valuta dal ministero delle finanze. Le rimesse in entrata non sono soggette a controlli. Le rimesse in uscita derivati da investimenti e pagamenti all’estero per prestiti contratti internazionalmente  possono essere effettuati liberamente, dietro presentazione però di documenti di supporto alle banche commerciali. Le banche commerciali sono autorizzate a effettuare la maggior parte delle transazioni verso l’estero senza previa approvazione della banca centrale tailandese (Bank of Thailand). I non residenti possono aprire e mantenere conti correnti in valuta estera senza limiti di deposito o ritiro con banche appositamente autorizzate dalla banca centrale. Tali conti devono essere aperti fondi provenienti dall’estero.