Rischio espropri e protezione degli investimenti

In generale, il governo tanzaniano ha un atteggiamento favorevole verso gli investimenti esteri. Il Tanzania Investment Center (TIC) è la principale agenzia del governo incaricata di coordinare, promuovere e facilitare gli investimenti nel paese. Il TIC non ha specifici criteri per lo screening o l’approvazione dei progetti e prende in considerazione fattori positivi quali la generazione di valuta estera, la sostituzione di importazioni, la creazione di posti di lavoro, i legami con l’economia locale, il trasferimento di tecnologia e l’aumento della produzione di beni e servizi. I progetti presentati con tutti i documenti in regola sono raramente respinti. I progetti approvati ricevono certificati di incentivo e hanno il diritto di essere al 100 percento di proprietà straniera, esenti  da IVA e tasse di importazione. Gli investitori hanno inoltre il diritto di rimpatriare il 100 percento degli utili e del capitale, dopo il pagamento delle tasse. Incentivi simili sono presenti anche a Zanzibar, ma gestiti dalla Zanzibar Investment Promotion Agency (ZIPA).

 

Alcune limitazioni riguardano il settore turistico, dove la legge sul turismo del 2008 riserva ai soli cittadini tanzaniani la possibilità di operare come guide alpine, gestire agenzie viaggi, affittare autoveicoli e fornire servizi di accompagnamento turistico. Nel settore minerario, al ministro per l’energia e i minerali è stata conferita al momento della stipulazione di concessioni minerarie la facoltà di riservare una quota di proprietà  per lo stato tanzaniano.  La proprietà sulla terra nel paese continua a rimanere limitata. Secondo la legge sulla terra del 1999, la terra è infatti proprietà dello stato e le procedure per ottenerne il possesso sotto forma di affitto (lease), per periodi fino a novantanove anni, possono essere lunghe e costose, sia per i cittadini che per gli investitori stranieri. 

 

Lo stato può espropriare proprietà per ragioni di interesse nazionale, nei modi e tempi stabiliti dalla legge. La legge sugli investimenti della Tanzania garantisce agli investitori compensazioni eque e rapide, e il diritto a rivolgersi al sistema giudiziario o ad un meccanismo di arbitrato per determinare i propri diritti e l’ammontare del risarcimento. Negli ultimi dieci anni, non risulta che il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi o attuato misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né che vi siano programmi attualmente in atto da parte del governo che prevedano l'esproprio di patrimoni produttivi stranieri. L’ultimo esproprio è avvenuto nel 1985.

Sebbene la Tanzania non sia parte della Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA), è però membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID) e della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).

 

Le controversie legali sugli investimenti in Tanzania possono essere lunghe,  con una durata da due a quattro anni. In Tanzania opera un tribunale specializzato in questioni commerciali, creato nel 1999 e basato a Dar es Salaam, con due sedi distaccate a Arusha e Mwanza. Il governo ha in programma di espandere la presenza di queste strutture anche in tutte le altre regioni del paese.

 

Malgrado la presenza di questi meccanismi legali, gli investitori esteri a volte hanno accusato il governo tanzaniano di “cambiare le carte in tavola” e di non rispettare gli accordi. Gli investitori, inoltre, continuano a lamentare mancati pagamenti da parte del governo tanzaniano per l’esecuzione di lavori pubblici.  Il governo tanzaniano ha riconosciuto tali mancanze imputandole all’attuale crisi del proprio bilancio, che ha obbligato molti ministeri a lavorare con risorse più limitate.

 

Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa, pagamenti per prestiti contratti all’estero, pagamenti per il trasferimento di tecnologia o derivanti dalla liquidazione dei capitali investiti. Le uniche limitazioni relative al trasferimento di valuta estera si applicano al denaro contante trasportato da individui che si recano all’estero, che non può eccedere i 10.000 dollari USA in un periodo di quaranta giorni.