Il Togo ha una politica aperta nei confronti degli investimenti esteri. Negli ultimi dieci anni, non risulta che il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi o attuato misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né che vi siano programmi attualmente in atto da parte del governo che prevedano l'esproprio di patrimoni produttivi stranieri.


Il codice sugli investimenti, comunque,  protegge le imprese dagli espropri. Esistono però sostanziali limitazioni nei confronti degli investitori esteri. Ad esempio, sebbene il governo del dichiari di rispettare il diritto alla proprietà privata, solo i cittadini del Togo, quelli francesi e i governi stranieri possono direttamente possedere beni immobili nel paese. I cittadini di altri paesi devono ottenere un permesso da parte del primo ministro. I contenziosi sulle proprietà possono essere complicati dall’esistenza di norme di diritto consuetudinario parallelamente al sistema ufficiale e dall’opacità dei processi decisionali, che possono favorire soggetti nazionali a scapito di investitori stranieri.


Far valere per via giudiziale l’applicazione dei contratti può richiedere tempo, a causa del sovraccarico e dell’inefficienza del sistema giudiziario. La mancanza di trasparenza e prevedibilità del sistema può rappresentare un ulteriore ostacolo all’applicazione delle sentenze dei tribunali. Nel 2011, la camera di commercio del Togo ha creato un tribunale arbitrale e di mediazione, per rendere più rapida la soluzione dei contenziosi. In base alla legge sugli investimenti, il governo accetta l’arbitrato internazionale come mezzo di soluzione delle controversie commerciali con gli investitori esteri. Il Togo è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ISID) e dell’Organisation pour l'Harmonisation en Afrique du Droit des Affaires (OHADA). L’OHADA fornisce un foro e un processo giudiziale per risolvere dispute legali nei sedici paesi africani firmatari.


La moneta del Togo è il franco dell’Africa occidentale CFA, una valuta stabile e pienamente convertibile. Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa o capitali per le imprese straniere. Al di fuori della zona del franco dell’Africa Occidentale o della Francia, i trasferimenti di importo superiore a 500.000 franchi CFA (circa 1.000 dollari USA) devono comunque essere approvati dal ministero delle finanze.  L’approvazione viene solitamente concessa alle imprese e alle persone fisiche straniere ma, sebbene la legge stabilisca che il progetto non debba durare più di due giorni, si registrano continui ritardi.


Alle imprese e ai cittadini togolesi è invece fatto divieto di possedere conti correnti bancari al di fuori della zona del franco dell’Africa occidentale CFA. Anche le transazioni finanziarie all’interno della zona del franco dell’Africa occidentale CFA possono risultare più complicate del previsto, a causa degli ostacoli amministrativi presenti nei paesi dell’area.