Conflitti e rischio terroristico

Il governo ha aumentato il suo impegno contro i gruppi eversivi di matrice salafita, tra i quali Ansar al-Sharia -Tunisia, formalmente considerato un’organizzazione terrorista. Il gruppo, coinvolto nell’attacco all’ambasciata degli USA e alla scuola americana di Tunisi del settembre 2012, è accusato dal governo  di essere coinvolto negli omicidi politici di Choukri Belaid e Mohammed Brahmi, e in numerose altre azioni armate e attentati contro obiettivi militari, principalmente nella Tunisia nordoccidentale e centrale, e civili. 

 

Nell’ottobre 2013 il gruppo sarebbe stato responsabile dei primi tentativi, dopo molti anni, di attaccare direttamente località turistiche tunisine, a Susa e Monastir. A Susa, un terrorista suicida è saltato per aria dopo essere stato scoperto e inseguito dal personale addetto alla sicurezza di un hotel. A Monastir, invece, un altro terrorista è stato fermato in seguito al fallito tentativo di farsi detonare al mausoleo dell’ex presidente Bourghiba.

 

L’intensificazione degli attacchi da parte dei guerriglieri salafiti tra gennaio e settembre 2014 ha causato la morte di almeno oltre 24 tra agenti di polizia e militari,  il ferimento di molti altri e un aumento delle operazioni anti insurrezionali da parte delle forze di sicurezza tunisine, principalmente nell’area del monte Chaambi, al confine con l’Algeria.  Nel febbraio 2014, il ministro degli interni tunisino ha espresso  preoccupazione per la presenza del paese di 400 veterani tunisini ritornati dalla guerra in Siria.

 

Il paese rimane, inoltre, soggetto ad un alto rischio di infiltrazioni da parte di altri gruppi terroristici che operano nella regione, nonché al rischio di ingresso di armi dalla vicina Libia.

 

Non sembrano attualmente essere in corso contenziosi con paesi terzi suscettibili di evolvere in conflitti armati interstatali.