Conflitti e rischio terroristico

L’Uganda continua una politica di forte coinvolgimento nella guerra civile Somala, come principale contributore militare alla missione dell’Unione africana nel paese (AMISOM).

 

Il paese risulta particolarmente esposto al rischio terroristico per diversi fattori, tra cui la sua posizione geografica, contigua ad aree a forte presenza di gruppi armati di matrice jihadista, il suo coinvolgimento militare nei conflitti in Somalia, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana, e la presenza al suo interno di gruppi jihadisti locali. I più gravi atti terroristici accaduti in Uganda sono stati l’attentato all’ambasciata USA a Dar es Salaam, del 7 agosto 1998, avvenuto in simultanea con quello all’ambasciata USA a Nairobi, che ha causato complessivamente la morte di 224 persone; l’attentato suicida contro persone riunite per guardare una partita dei mondiali, avvenuto l’11 luglio 2010 a Kampala; e l’attentato contro una stazione di autobus nei dintorni di Kampala, del 20 dicembre 2010, che ha causato la morte di una persona e il ferimento di diverse decine di altre.

 

La Lord Resistance Army (LRA), il gruppo ribelle ugandese che si oppone al governo di Kampala, continua a operare tra la RDC, la Repubblica Centrafricana e il Sud Sudan, anche se risulta responsabile di violenze su scala più ridotta rispetto al passato.

 

Dal dicembre 2013, l’Uganda è presente militarmente anche in Sud Sudan in sostegno al governo del paese, anche se recenti accordi con quest’ultimo dovrebbero portare ad un suo ritiro in tempi rapidi. L’esercito ugandese, sostenuto dalle forze speciali USA, effettua anche operazioni contro le basi dell’LRA nella Repubblica Centrafricana.

 

Il governo ugandese continua inoltre ad attuare attività di contrasto contro  i ribelli dell’Allied Democratic Forces (ADF), un gruppo armato jihadista ugandese con base nella Repubblica  Democratica del Congo (RDC), effettuando decine di arresti di presunti attivisti e detenendoli in luoghi segreti  anche per alcuni mesi.