Rischio espropri e protezione degli investimenti

Le leggi sugli investimenti dell’Uganda non risultano discriminatorie nei confronti degli investimenti esteri. Gli investitori stranieri possono costituire nel paese società a responsabilità limitata o illimitata, con quote di partecipazione fino al 100 percento, promuovere joint venture con partner locali o acquisire imprese locali.  Agli investitori stranieri è permesso operare in qualsiasi settore, eccettuati quelli che riguardano la sicurezza nazionale o la proprietà della terra. Per ottenere lo status d’investitore estero e accedere agli incentivi offerti dal governo, le imprese devono però registrarsi presso l’agenzia ugandese per gli investimenti  (UIA) e impegnarsi a investire almeno 100.000 dollari USA in tre anni.

 

Dall’arrivo al potere del presidente Museveni nel 1986, non si registrano nel paese espropriazioni di patrimoni produttivi o misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né  risulta che vi siano programmi attualmente in atto da parte del governo che prevedano l'esproprio di patrimoni produttivi stranieri. Le leggi ugandesi ammettono le espropriazioni da parte dello stato solo per ragioni di pubblica utilità o per interessi relativi alla difesa del paese, alla sicurezza pubblica, all’ordine pubblico, alla moralità o alla salute pubbliche. Inoltre, la costituzione garantisce rapidi pagamenti e giusti indennizzi, prima della presa di possesso della proprietà da parte dello stato.

 

In caso di dispute, i tribunali dell’Uganda in generale difendono i diritti scaturenti dalle disposizioni contrattuali e riconoscono i meccanismi di arbitrato internazionale.  Il paese è, infatti, membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID), ha ratificato la Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) ed è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA). Inoltre i tribunali ugandesi riconoscono le sentenze emesse da tribunali stranieri in paesi dove sono riconosciute le sentenze dei tribunali ugandesi. Tuttavia, la corruzione della magistratura e i ritardi dei processi possono rappresentare un serio ostacolo all’ottenimento della giustizia. Infine, a volte, le amministrazioni statali possono essere riluttanti ad adempiere agli ordini dei tribunali.


Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti per gli investitori stranieri al rimpatrio di utili d'impresa o capitali. La sua valuta, lo scellino ugandese, è pienamente convertibile e liberamente quotato sui mercati internazionali.