Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

Le elezioni presidenziali e legislative del 2011 hanno visto l’affermazione di Michael Chilufya Sata  e del suo partito, il Patriotic Front (PF). Le elezioni sono state considerate dagli osservatori internazionali, in generale, libere e corrette. Su 150 posti elettivi dell’assemblea nazionale unicamerale, il PF ne ha conquistati sessanta, il Movement for Multi-party Democracy (MMD) cinquantacinque, e lo United Party for National Development (UPND)  ventotto. Infine, altri due partiti d’opposizione si sono aggiudicati un seggio a testa.

 

Tuttavia, sono state presentate sessantasette denunce di irregolarità elettorali. Il PF ha richiesto l’invalidazione di tutti i cinquantacinque seggi in parlamento conquistati dall’MMD, mentre l’UNPD, a sua volta, ha richiesto l’invalidazione di otto seggi e l’MMD di tre. Nel corso del 2013, la corte suprema ha invalidato undici seggi conquistati dall’MMD e due seggi dell’UPND per corruzione.

 

Le decisioni della corte suprema di invalidare i seggi occupati dall’MMD e dall’UNDP sono sembrate a molti osservatori basate su motivazioni poco chiare e controverse. Ad esempio, molte decisioni di invalidamento per corruzione sarebbero state basate sul fatto che i candidati eletti avrebbero fatto piccole donazioni alla chiesa e sulla pratica, peraltro comune a tutti i partiti, di regalare parei tradizionali (chitenge) con gli emblemi dei candidati. Inoltre, il fatto che la corte suprema non abbia annullato alcun seggio al PF, il partito del presidente, ha gettato un’ulteriore ombra sull’imparzialità delle sue decisioni.

 

Nelle undici elezioni supplementari per coprire i posti vacanti,  il PF è riuscito a strappare otto seggi, mentre l’MMD si è riconfermato solo in due e l’UPND in uno. Le elezioni parlamentari supplementari tenute a seguito delle sentenze di invalidazione dei seggi in parlamento sono state spesso caratterizzate dall’acquisto di voti,  minacce di bloccare progetti di sviluppo, intimidazioni  e violenze fisiche.

 

I partiti dell’opposizione hanno anche accusato il PF di indurre i parlamentari dell’opposizione alle dimissioni per poi conquistarne i seggi in  elezioni suppletive. Queste accuse sarebbero avvalorate anche da una dichiarazione dello stesso segretario generale del PF, rilasciata durante un programma della rete televisiva Muvi, in cui avrebbe affermato di avere il compito di indurre i parlamentari dell’opposizione a dimettersi dai loro partiti e ad unirsi al PF, anche se questo significa annientare completamente l’opposizione. I partiti d’opposizione hanno, inoltre, denunciato come la loro partecipazione alle elezioni suppletive li abbia indeboliti finanziariamente e reso sempre più facile al partito di governo vincerle e occupare i posti vacanti.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

Per quanto storicamente i partiti politici non abbiano subito limitazioni o interferenze, il governo sostenuto dal PF ostacola le attività dei partiti dell’opposizione. Numerosi funzionari dell’MMD, dell’UPND e del National Restoration Party (NRP) riferiscono di aver subito molestie da parte della polizia e della magistratura. La polizia ha effettuato arresti di funzionari di partito, bloccato raduni e disperso i partecipanti durante le proteste dell’opposizione.  

 

Sebbene la legge non richieda un permesso per tenere raduni in spazi pubblici, la polizia ha il diritto di decidere quando e  dove questi si possono svolgere e chi  può prendervi la parola. Le autorità utilizzano queste norme per impedire lo svolgimento di raduni dei partiti dell’opposizione, giustificando spesso le loro azioni con il fatto di non avere abbastanza personale per garantire la sicurezza durante gli eventi.  

 

Gruppi di attivisti filogovernativi, inoltre, ostacolano con metodi violenti le attività dei partiti di opposizione e della società civile. Ad esempio, nel settembre 2013 i sostenitori del PF hanno bloccato e picchiato a Kasama il leader dell’UPND, Hakainde Hichilema, mentre si trovava in viaggio per incontrare un capo tradizionale. Malgrado le conferme di testimoni oculari e dei mezzi di comunicazione, la polizia ha negato l’accaduto. Nell’aprile 2014, lo stesso leader e altri funzionari e sostenitori di partito hanno subito una nuova aggressione armata, questa volta da parte di sostenitori del PF, davanti alla stazione radio Sun FM a Ndola.

 

Nel maggio 2013, un gruppo di assalitori è penetrato all’interno di una chiesa di Lusaka e ha aggredito un leader religioso, giornalisti e membri della società civile, mentre partecipavano a una preghiera di protesta contro la rimozione delle sovvenzioni statali al mais e al carburante. Un funzionario del governo, accusato di aver fomentato questi atti di violenza, ha partecipato alla messa la domenica successiva per scusarsi con i fedeli e prendere le distanze dagli assalitori, probabilmente membri del PF.  Il funzionario ha anche fatto una donazione monetaria.  Nell’occasione, la polizia ha dichiarato di avere identificato un sospetto ma non ha fornito ulteriori dettagli.

 

Nello stesso mese, la polizia ha anche lanciato lacrimogeni per disperdere una marcia di studenti dell’università dello Zambia che protestavano anch’essi contro la decisione di rimuovere i sussidi al mais e carburante.  Nell’agosto 2013, alcuni studenti dell’università di Copperbelt sono stati fermati dalla polizia a Kitwe, durante una marcia pacifica organizzata per chiedere migliori alloggi.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza

 

Per legge, le autorità possono effettuare arresti senza mandato per un elevato numero di reati  tra cui il tradimento,  la sedizione, la diffamazione contro il presidente e lo svolgimento di riunioni illegali.  Spesso questa possibilità viene sfruttata per colpire gli oppositori politici.

 

Ad esempio, nel gennaio 2013, Hakainde Hichilema è stato arrestato e detenuto per alcuni giorni in una stazione di polizia di Lusaka per avere chiamato il presidente Sata “ladro” e “corrotto” mentre era in visita ai mercati di Kalikiliki e di Garden Compound. Tuttavia, Il leader politico è stato rilasciato senza accuse a suo carico.  Anche Nevers Mumba, leader dell’MMD, ha subito diversi arresti  per avere espresso critiche contro il partito di governo e il presidente.

 

La polizia ha arrestato arbitrariamente anche altri leader dell’opposizione. Ad esempio, nel febbraio 2013 la polizia ha arrestato a Livingstone quaranta membri dell’UNPD, compresi alcuni parlamentari, accusandoli dell’uccisione di Harrison Chanda, un membro del PF, durante un’elezione suppletiva nella stessa città. Nel marzo 2013, la polizia ha fatto cadere tutte le accuse e rilasciato tutti i detenuti senza fornire spiegazioni.

 

A luglio la polizia ha arrestato e detenuto Andrew Banda, il figlio dell’ex-presidente Rupiah Banda, per avere chiamato il presidente Sata “Satanista”. La polizia lo ha rilasciato poco dopo senza fornirgli una chiara spiegazione. Nel settembre del 2013, lo stesso è stato aggredito da giovani attivisti del PF, armati con machete, bastoni e accette, a Mkalka. La polizia era presente ai fatti, ma non ha impedito l’aggressione. Nonostante la crescita della violenza politica, durante l’anno non si è registrata la presenza di prigionieri politici nelle prigioni del paese.

 

Numerosi rapporti indicano che le forze di sicurezza sono responsabili di casi di omicidio, e raramente i responsabili sono puniti. Nel luglio 2013, in uno di questi casi, la corte suprema ha condannato i poliziotti Daniel Kapambwe e Moses Chinga a sei anni di reclusione per l’omicidio di Wesley Mpundu.

 

Il 24 marzo 2014, Rabson Chital, un venditore ambulante di Mazabuka, è deceduto a causa delle brutali percosse ricevute da un agente di polizia.  Jonathan Daka,  l’agente di polizia presunto responsabile delle percosse è stato sospeso e arrestato. La polizia si è scusata per l’accaduto e il processo risulta ancora in corso. 

 

II)         Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

Le leggi del paese richiedono un mandato per la maggior parte degli arresti, fatta eccezione per i reati di tradimento, sedizione, diffamazione contro il presidente, riunioni illegali.  Per tutti questi casi, la polizia raramente compie arresti con un mandato. In particolare, la polizia spesso arresta arbitrariamente i famigliari di sospetti criminali, a scopo di interrogatorio. Presunti criminali sono spesso arrestati senza indizi concreti o accuse circostanziate, o in modo pretestuoso, al fine di estorcere loro denaro. I funzionari e gli agenti di polizia colpevoli di tali atti raramente vengono licenziati. Le forze di polizia continuano, inoltre, ad arrestare arbitrariamente membri dei partiti dell’opposizione, a scopo intimidatorio. 

 

In base alla legge, le persone arrestate devono comparire davanti a un tribunale entro ventiquattro ore dal loro arresto, ma i detenuti vengono regolarmente tenuti in custodia per periodi molto più lunghi, finché i magistrati e le forze di polizia non raccolgono sufficienti prove da sottoporre ai tribunali. Le autorità spesso non informano i detenuti delle accuse a loro carico in modo tempestivo. Inoltre, i detenuti in stato di indigenza abbiano diritto all’assistenza legale d’ufficio, molti non la ricevono.

 

Le custodie cautelari eccessivamente lunghe continuano a rimanere un problema, a causa del protrarsi delle indagini e del carico di lavoro dei tribunali.   Le prigioni sono sovraffollate anche a causa dell’impossibilità dei detenuti in attesa di giudizio di pagare le cauzioni stabilite dai tribunali per ottenere la libertà provvisoria.

 

Per quanto riguarda l’integrità del potere giudiziario, sebbene la costituzione del paese sancisca la sua indipendenza, questo principio non è sempre rispettato. Il sistema giudiziario  è anche minato dalla sua inefficienza, dalla corruzione e dalla carenza di risorse.  La polizia e altri organi dello stato non sempre eseguono gli ordini dei tribunali. Ad esempio, a volte, le forze di polizia bloccano raduni dei partiti dell’opposizione, nonostante un tribunale abbia intimato loro di astenersi dal farlo.   

 

III)            Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

Le condizioni di vita nelle prigioni del paese sono estremamente dure e tali da mettere in pericolo la stessa vita dei detenuti, a causa della diffusione di malattie infettive, carenza di cibo e acqua potabile, grave sovraffollamento e servizi sanitari e medici inadeguati. 

 

Secondo la Prisons Care and Counseling Association (PRISCCA), le prigioni del paese, costruite per ospitare 6.700 detenuti, ne ospitano 17.000, 6.000 dei quali in attesa di giudizio. La presenza di un così elevato numero di detenuti in attesa di giudizio, tenuti insieme a quelli già condannati, si deve anche all’inefficienza del potere giudiziario.   

 

I detenuti minorenni continuano a essere tenuti insieme agli adulti e sono spesso vittime di abusi sessuali. Uomini e donne sono invece tenuti in spazi separati all’interno delle stesse prigioni.

 

All’interno delle strutture carcerarie vi sono frequenti epidemie di colera e dissenteria, causate da cibo e acqua infetti. Anche la tubercolosi e l’HIV sono estremamente diffusi: il tasso stimato di diffusione di quest’ultima malattia all’interno dei penitenziari è pari al 27,4 percento, contro il 14,3 percento nella popolazione totale del paese. Nel settembre 2013, alcune donne detenute nel carcere di Lusaka hanno denunciato alla Coalition of African Parliamentarians against HIV/AIDS l’utilizzo da parte delle autorità carcerarie dello stesso paio di guanti per l’esame delle parti intime di un elevato numero di detenute. Il ministro per gli affari dei capi tradizionali, Nkandu Luo, che ha guidato la delegazione del comitato, ha dichiarato che le condizioni nella prigione centrale di Lusaka erano da un punto di vista sanitario insalubri e inadeguate a ospitare esseri umani.  In generale, le prigioni sono poco aerate, il controllo delle temperature al loro interno è inadeguato e l’illuminazione e i servizi medici sono insufficienti. Tra la popolazione è diffusa la malnutrizione, dovuta al fatto che i detenuti ricevono dalle autorità carcerarie solo una razione di mais e fagioli al giorno, chiamata pasto combinato, in quanto sostituisce la colazione, il pranzo e la cena. Inoltre, le autorità carcerarie spesso proibiscono arbitrariamente alle famiglie di portare cibo ai detenuti.    

 

Non mancano inoltre i casi di eccesso nell’uso della forza da parte delle guardie carcerarie. Secondo un rapporto della commissione sui diritti umani, nel febbraio 2013, le guardie carcerarie della prigione di massima sicurezza di Mukobeko hanno lanciato lacrimogeni all’interno delle celle e hanno successivamente percosso i detenuti. Sebbene il ministero degli interni abbia respinto le accuse, una televisione privata (Muvi Television) ha mostrato prove della morte di otto detenuti per percosse e soffocamento.  

 

Il sistema carcerario impiega solo due dottori, dei quali uno soltanto, fornisce servizi a tutte le prigioni del paese. La fornitura di medicinali contro la tubercolosi continua a essere incostante, e la mancanza di una politica di quarantena per i detenuti colpiti da malattie infettive facilita la loro diffusione. Farmaci antiretrovirali sono stati distribuiti alla popolazione infetta da HIV. Tuttavia, la carenza di cibo adeguato compromette il buon esito delle cure.

 

Nel giugno 2013, le autorità carcerarie hanno espresso preoccupazione per l’aumento del numero di detenuti che hanno relazioni sessuali tra loro. Tuttavia, poiché la sodomia è un reato nel paese, le autorità continuano a negare la possibilità di usare preservativi.

 

Le donne in allattamento non hanno alcun trattamento differenziato e ai bambini detenuti insieme alle madri non viene fornito  cibo o servizi medici di alcun tipo. Le autorità permettono le visite da parte di associazioni sia locali sia internazionali, comprese quelle religiose.

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

In generale, nella pubblica amministrazione gli atti di corruzione continuano a rimanere un grave problema in tutto il paese. La legge prevede condanne penali per i reati di corruzione nella pubblica amministrazione e il governo cerca di contrastare il fenomeno, anche se non in modo costante. L’Anti Corruption Commission (ACC)m è un ente autonomo che opera sia sul fronte della repressione dei reati, svolgendo inchieste, sia su quello della prevenzione. Tuttavia, i pubblici funzionari, a ogni livello, continuano a rendersi responsabili di atti di corruzione, favoriti da un contesto di impunità quasi assoluta. 

 

Il fenomeno della corruzione è particolarmente problematico a livello più basso, tra le forze di polizia e le altre autorità pubbliche. La polizia estorce regolarmente denaro ai posti di blocco e chiede soldi per il rilascio di documenti. Nel settembre 2013, l’ACC ha fatto arrestare cinque funzionari di polizia appartenenti alla Chipata Central Police Station, per avere chiesto più di 3.000 Kwacha (circa 550 dollari USA) in tangenti in un solo posto di blocco e per avere preso possesso illegalmente di una proprietà privata.

 

Nel corso del 2013, il governo ha intrapreso molte azioni per combattere la corruzione. Nel settembre 2013, le autorità hanno cancellato 220 milioni di dollari USA in appalti già assegnati, per la migrazione dei servizi televisivi dal sistema analogico a quello digitale,  a causa di irregolarità nel processo di selezione degli appaltatori. I partiti di opposizione e la società civile avevano in precedenza espresso le proprie preoccupazioni sui rischi di corruzione nel processo di assegnazione degli appalti, assegnati a una ditta cinese che aveva vinto la gara d’appalto facendo l’offerta più alta.

 

Molti ex alti funzionari di governo sono stati arrestati per altri presunti reati di corruzione. Ad esempio, sempre nel corso del 2013, Clive Chirwa, il direttore  della Zambia Railways, Ltd è stato licenziato e arrestato per il reato di corruzione. L’ACC sta portando avanti l’inchiesta e il  processo è ancora in corso.

 

In Zambia opera anche l’ufficio del controllore generale dei conti (OAG), con la funzione di controllare dei conti dello stato. L’ufficio è però penalizzato da diversi fattori, tra i quali la carenza di fondi e di organico e la mancanza di indipendenza dal potere politico.

 

Nel paese opera inoltre un Director of Public Prosecutions (DPP), con il compito di intraprendere azioni penali e supervisionare l’operato della polizia e degli altri enti investigativi. Tuttavia, il DPP non ha una buona reputazione nel contrasto alla corruzione. Tra i principali motivi delle sue scarse performance vi sarebbero la mancanza di capacità e la sua permeabilità alle influenze politiche.

 

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

 

Anche la libertà di opinione e di stampa sono tutelate dalla costituzione. Tuttavia, alcune norme, come ad esempio quelle sulla diffamazione del presidente o sull’incitamento al disordine pubblico, sono state utilizzate dal governo per limitare queste libertà e reprimere il dissenso. Inoltre, si registrano diverse aggressioni da parte di sostenitori del PF contro politici o individui critici verso il governo che stavano per rilasciare interviste radiofoniche.

 

Dei tre principali quotidiani del paese, due sono di proprietà pubblica, controllati direttamente dal governo, e il terzo è, invece, di proprietà privata, ma allineato su posizioni filogovernative. I partiti d’opposizione denunciano la scarsa obiettività delle testate giornalistiche.

 

Il governo controlla direttamente anche una stazione radiofonica, e nel 2013 ha revocato due licenze radiofoniche (per QFM e Radio Phoenix) con la motivazione che queste operavano in modo parziale, dando eccessivo spazio ai partiti d’opposizione. Per lo stesso motivo, nel febbraio 2014, il ministro per i servizi di informazione e  le trasmissioni radiotelevisive ha minacciato di revocare la licenza radiofonica a Radio Mano, una radio comunitaria di Kasama. Tuttavia, numerose stazioni private continuano a programmare in tutto il paese senza interferenze.

 

Per quanto riguarda invece la televisione, il governo è proprietario della Zambia National Broadcasting Corporation (NBC), la sola rete televisiva con copertura nazionale. Nel paese trasmettono anche reti televisive private nazionali e straniere.