Zimbabwe

Scheda rischio investimenti

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Indice di rischio paese: CC+ (22,00)

 

 

Dati principali

 

  • Popolazione totale (stima, luglio 2014): 13.771.721
  • PNL pro-capite PPP in dollari USA (stima, 2013): 1.307
  • Indice di Sviluppo Umano (stima, 2013): 0,492
  • Rapporto debito PIL % (stima, 2013): 56,13
  • Principali trattati e convenzioni internazionali multilaterali in materia di riconoscimento di sentenze arbitrali o giudiziali internazionali: WB-ICSID; MIGA; CREFAA
  • Principali gruppi di opposizione armata nel paese: Nessuno

 

Dal 1980, anno della sua indipendenza, lo Zimbabwe è dominato dallo Zimbabwe African National Union-Patriotic Front (ZANU-PF) e dal suo presidente, Robert Mugabe. Un tempo florido, il paese ha attraversato negli ultimi anni una spaventosa crisi  umanitaria, politica ed economica. Contrariamente alla gran parte dei paesi africani, in constante crescita economica, dal 1999 al 2009, lo Zimbabwe ha attraversato un difficile periodo di forte recessione, con una ripresa avvenuta solo negli ultimi anni. La distruzione della capacità produttiva del paese in seguito alla guerra civile e alla confisca, acuitasi a partire dal 2000, delle fattorie possedute dalla popolazione di origine europea, in gran parte finite nelle mani dei membri dell’ African National Union-Patriotic Front (ZANU-PF) e di ufficiali dell’esercito, ha provocato una situazione di iperinflazione. Nel 2008, il ZANU-PF ha fatto approvare dal parlamento nazionale l’Indigenisation and Economic Empowerment Act, una legge che conferisce ai cittadini dello Zimbabwe il diritto di acquisire e controllare molte imprese a controllo straniero nel paese.   L’ 8 novembre 2008,  l’inflazione ha raggiunto il picco di 89,7 miliardi di miliardi percentuali e, nel marzo 2009, il paese è stato costretto ad abbandonare la propria moneta e ad adottare il rand sudafricano e il dollaro statunitense come valute di riferimento. Le elezioni presidenziali e legislative del luglio 2013, hanno decretato l’ennesima schiacciante vittoria di Robert Mugabe e dello ZANU-PF, che ha ottenuto larghe maggioranze in entrambi i rami del parlamento. Sebbene queste elezioni siano state caratterizzate da un più basso livello di violenza rispetto a quelle del 2008, e la Southern African Development Community (SADC) e l’Unione Africana le abbiano avallate, il processo non è stato considerato corretto e credibile dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e da altri importanti paesi occidentali per l’eccessivo controllo del partito di governo sui mezzi di informazione pubblici, per l’assenza di un registro pubblico degli elettori, per le violenze e gli abusi delle forze di sicurezza controllate dallo ZANU-PF contro i partiti di opposizione. Le forze di sicurezza hanno continuato a limitare fortemente la libertà di espressione, di stampa, di riunione e di associazione. Tra il 2013 e il 2014, il governo ha continuato a confiscare terre, invadere fattorie, attività imprenditoriali private, a demolire mercati informali e al contempo, impedire alle ONG di assistere la popolazione colpita. La corruzione delle autorità pubbliche è generalizzata in tutto il paese e a tutti i livelli.

 

 

Composizione dell'indice di rischio paese

 

1. Divario tra sviluppo sociale e sviluppo economico: punti  0/4

 

2. Violazioni dei diritti umani: punti 3/4

 

3. Conflitti armati, presenza o attività di gruppi armati e rischio terroristico: punti 0/5

 

4. Sfiducia nelle istituzioni e percezione della corruzione: punti 4/4

 

5. Rischio finanziario paese: punti 5/5

 

6. Difficoltà di fare business nel paese: punti 3/3,25

 

7. Rischio di esproprio ed efficacia degli strumenti di protezione degli investimenti: punti 7/8